I partecipanti

 

Adel Jabbar
Sociologo dei processi migratori e relazioni transculturali.
Curatore e coordinatore della rassegna cinematografica “Esodo e Confini” che è alla sua seconda edizione. Curatore della “Rassegna Sguardi verso Nuove Pagine”, scrittura e arte nell’Italia che cambia (BZ).
Membro della Consulta culturale della Provincia Autonoma di Bolzano. Referente scientifico dell’Ufficio Multilingue della Provincia Autonoma di Bolzano. Redattore della rivista Il Cristallo di Bolzano. Collaboratore della rivista Confronti ( Roma) e l’Atlante delle guerre. Collaboratore del Forum provinciale per la pace di Trento. Libero docente incaricato nell’ambito della sociologia dell’immigrazione in diverse università italiane. Docente al Centro Teologico (TO) sui temi del pluralismo e il dialogo interreligioso Collabora con l’Istituto Scienze religiose di Bolzano e di Modena.
Ha insegnato sociologia delle culture e delle migrazioni all’Università Ca’ Foscari di Venezia e Comunicazione interculturale all’università di Torino.

 

Raffaella Cosentino
Giornalista e documentarista, specializzata in diritti umani, migrazioni e mafie. Collabora con i siti internet L’Espresso e Repubblica.it, con il portale RE Le Inchieste,con l’edizione cartacea di La Repubblica e con l’agenzia di stampa Redattore Sociale. Ha realizzato mini documentari per il sito di Internazionale. Dal 2015 lavora anche con la Tv britannica Bbc come producer su dirette e inchieste.
In passato ho collaborato anche con Il Venerdì di Repubblica, il Corriere.it, Narcomafie, l’Agenzia Giornalistica Italia (AGI), Radio Città Futura di Roma, Il Manifesto e la cronaca locale del quotidiano free press E Polis.
Nel 2011 le è stato assegnato  il Premio giornalistico Ivan Bonfanti per un reportage su “Gli indiani di Locri, vivere e lavorare a casa della ‘ndrangheta”. Nel 2012 con l’inchiesta “Guantanamo Italia”, video scoop uscito su Repubblica.it, ha vinto il secondo premio per il giornalismo d’inchiesta “Gruppo dello Zuccherificio” e con l’inchiesta “Cie, le galere fuorilegge” è stata scelta tra i finalisti della prima edizione di “Generazione Reporter”, premio della trasmissione “Servizio Pubblico” condotta da Michele Santoro. Sempre nel 2012 ha ritirato il premio Giuntella per la libertà di informazione assegnato da articolo 21 per la campagna LasciateCIEntrare e il ricorso al Tar vinto contro il ministero dell’Interno sull’accesso della stampa ai centri di accoglienza e di detenzione per i migranti. 
Nel 2014 è stata finalista all’ultima edizione del Premio Ilaria Alpi con il primo film documentario girato alla frontiera italiana e nei centri di identificazione e di espulsione, dal titolo “EU 013 L’Ultima Frontiera”, presentato anche al 54esimo Festival dei Popoli di Firenze, in Official selection all’International Film Festival di Rotterdam, a Parigi a marzo 2014 nell’ambito del Festival International du Film des droits de l’Homme e al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia 2014.
Cura la formazione sulla Carta di Roma in seminari e corsi rivolti ai colleghi e agli allievi delle scuole di giornalismo. Per Redattore Sociale ha è tra le autrici di “Parlare Civile” (edizioni Bruno Mondadori 2013) , primo manuale in Italia che consiglia ai giornalisti le parole corrette per non discriminare tutte le minoranze. Da giugno 2014 è online anche il sito www.parlarecivile.it
Ha curato il progetto “Questione di Immagine” sulla discriminazione attraverso le immagini fotografiche e video, promosso da Redattore Sociale con l’associazione fotografica Zona.
 Con la casa editrice Città Nuova ha scritto il libro dossier Immigrazione (uscita a maggio 2016) 

Mauro di Vieste
Lavora presso la “Biblioteca Culture del Mondo” di Bolzano dal 1994. La biblioteca è specializzata nei rapporti Nord-Sud del mondo e si occupa da sempre di progetti interculturali e di letterature “altre” nelle sue varie accezioni.

Samira Fatih
Nata nel medio Atlante marocchino, nella regione di Tadla Azilal. Arriva in Italia in tenera età e da allora rimane sempre in Trentino, luogo in cui vive tutt’oggi. Gestisce un attività artigianale da molti anni. Attualmente ha appena concluso il percorso triennale di medicina naturale. Ha lavorato come interprete in ospedale, e come docente di cura della persona in carcere.  Scrive per passione. Nel 2015 (raccolta di poesie, “Riflessi”) nel 2016 ha pubblicato il romanzo “Il paese più lontano del mondo”.

Gholam Najafi
Nato in Afghanistan, a Ghazni.
Ha passato l’infanzia lavorando come pastore e contadino e dedicando poco tempo allo studio. Studiava solo durante i tre mesi di inverno, quando i lavori dei campi lo permettevano.
Dopo la morte del padre durante la guerra dei Talebani, all’età di 10 anni, è fuggito verso l’Iran passando per il Pakistan. A Teheran ha lavorato come muratore per circa cinque anni, in questo periodo ha frequentato una scuola coranica per diventare qari qor’an “recitatore del corano” .
La guerra in Afghanistan non gli permetteva di rientrare e ha quindi lasciato l’Iran per l’Europa. Dal 2007 risiede in Italia, a Venezia.
Iscrittosi al corso di “Lingua persiano-araba, cultura, società dell’Asia e dell’Africa Mediterranea” all’università Ca’ Foscari si è laureato in soli due anni.
Attualmente è iscritto alla laurea specialistica in “Lingua, politica ed economia dei paesi arabi”. Scrive racconti e poesie sulla situazione afghana.

Felipe Rossel
Nato in Bolivia nel 1962. Vive a Termeno in provincia di Bolzano da circa 15 anni
Cantautore, scrive i testi e compone le musiche dei suoi brani, suona la chitarra, il pianoforte e altri strumenti tipici della tradizione musicale boliviana e latinoamericana.
In qualità di cantautore ha partecipato a diversi concorsi di alcuni Paesi del continente Sudamericano. Ha vinto tre concorsi nazionali in Bolivia ed è stato tra i finalisti in diverse esibizioni tenutesi in Perù, Ecuador, e Messico. In Italia è giunto secondo al concorso “Stasera mi butto” edizione 2011.

Claire Touboul.
Nata in Alto Adige in una famiglia multiculturale. Papà francese e madre Sudtirolese.
Cantante e insegnante  di lingue e meditazione. Appassionata di etnografia e studiosa di culture orientali. 
Ha vissuto per diversi anni tra Yemen, Palestina, Israele e altri paesi mediorientali dove ha appreso danze e canti  tradizionali. Suona la chitarra, l’Ukulele e i tamburi a cornice.

Sarah Trevisiol,
Antropologa visiva impegnata da anni nello studio dell’immigrazione, tra i fondatori di EVAA (Ethnologischer Verein Südtirol Associazione Antropologica Alto Adige), e della casa di produzione Silent Storm Production.
Ha diretto il documentario sui sudtirolesi di seconda generazione “Insider-Outsiders”. Ha inoltre curato le interviste del progetto vincitore del Data Journalism Award 2015 “La repubblica popolare di Bolzano” contribuendo alla ridefinizione dell’identità cinese all’interno della comunità bolzanina.

Claudio Tugnoli
Nato a Budrio (Bologna) nel 1953 e si è trasferito in Trentino nel 1977; è stato docente di italiano, storia e geografia in molte scuole della provincia di Trento, poi di filosofia e storia presso il liceo classico “G. Prati” di Trento; ha collaborato attivamente con l’Iprase (Istituto Provinciale per la Ricerca, l’Aggiornamento e la Sperimentazione Educativi) del Trentino e con il Corso Superiore di Scienze Religiose di Trento. Ha conseguito l’Idoneità di Professore Associato in Filosofia morale nel 2005 presso la Facoltà di lingue e letterature straniere dell’Università degli Studi di Bologna, confermata dall’Abilitazione per Professore Associato. È stato professore a contratto presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna e presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Trento. È autore di numerosi saggi e articoli di argomento storico/filosofico con particolare riferimento a temi e problemi di filosofia morale, antropologia filosofica e filosofia della religione. Tra le ultime pubblicazioni: Libero arbitrio, Liguori, Napoli 2014 e Humanism and Post-humanism. The obsolescence of classical Platonic humanism, Lambert Academic Publishing, Saarbrücken 2016. Attualmente collabora con la Facoltà di Sociologia di Trento con un corso seminariale sull’argomentazione scientifica. In qualità di Accademico degli Agiati, è membro del Comitato scientifico del Centro Studi Antonio Rosmini del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Trento e segretario della rivista online “Rosmini Studies”.

Dagmawi Yimer
Cresce nella kabalè numero 12 di Kirkos, quartiere tra i più poveri di Addis Abeba. Dopo aver frequentato giurisprudenza nella capitale etiope, nel 2005 parte per l’Italia senza avvisare il padre ma solo la madre e la sorella, entrambe emigrate a Washington. Il suo viaggio da Kirkos a Lampedusa si rivelerà drammatico e verrà raccontato nel documentario Come un uomo sulla terra. Dal 30 luglio 2006, giorno dello sbarco a Lampedusa, vive in Italia grazie alla protezione umanitaria dello Stato italiano.
Dopo aver partecipato, tra maggio e luglio 2007, al corso di video-narrazione dell’associazione Asinitas, è coautore, insieme ad altri migranti, del suo primo documentario, Il deserto e il mare, nato dall’idea di raccogliere e archiviare le memorie del migrante, in collaborazione con Asinitas, Zalab e Aamod.
Si occupa di mediazione linguistica e culturale per l’associazione Asinitas Onlus, all’interno della stessa scuola di italiano per richiedenti asilo, rifugiati e migranti.
Durante gli anni 2007 e 2008 realizza alcuni cortometraggi: Lo scarabocchio, Le sagome, Caravan e assieme a Marco Carsetti realizza Benvenuto a casa tua, sulle attività della scuola Asinitas. È coautore, con Andrea Segre di Come un uomo sulla terra, un documentario sulla migrazione dalla Libia verso l’Europa, prodotto da Asinitas Onlus, con la collaborazione di Zalab, per il quale ha ricevuto una Menzione speciale al Bif&st 2009.
Dal 2010 collabora con l’AMM – Archivio delle memorie migranti, associazione di cui è vicepresidente che promuove forme di autonarrazione da parte di persone di origine migrante.

Sana Younes
Fino all’ottobre 2014 ha fatto parte del Direttivo dell’associazioni “Donne Nissa”, impegnata nella promozione di progetti volti a favorire l’integrazione delle donne straniere sul territorio. In precedenza ha fatto parte del Direttivo dell’associazione Rete dei Diritti dei senza voce, impegnata nella sensibilizzazione della cittadinanza sulle tematiche migratorie.
Dal 2015 è nella consulta Provinciale altoatesina per l’integrazione.

Erjon Zeqo,
Nato a Tirana, Albania, 40 anni. Giurista, formatore e musicista .
Musicista e polistrumentista, fondatore del gruppo musicale “Zio Cantante”.
Suona la chitarra, il bouzouki, lo tzoura, il baglamas, il liuto greco, il mandolino, il saz turco, il tres cubano, il tiple colombiano, il cuatro venezuelano, ed altri strumenti a corda. Leader e fondatore del gruppo  Zio Cantante di Bolzano che propone progetti musicali ispirati alla contaminazione di vari generi tra cui la musica popolare, balcanica, klezmer, gitana, latina e altro. Il gruppo nasce dalla fusione della passione per la musica dei suoi membri che rappresentano per origini radici culturali diverse che si fondono nella musica che essi propongono. Caratteristica del gruppo è quella di prediligere gli arrangiamenti moderni con strumenti acustici, caratteristici delle musiche popolari.

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